Presentazione del progetto
L'assessore all'Ambiente dott. Pierantonio Belcaro presenta
il Progetto del Comune di Venezia:
"Allestimento di basi di informazione e formazione sia a terra
che in mare e nelle zone di tutela biologica marina al largo del
litorale del Comune di Venezia".
Il progetto è finanziato dalla Regione Veneto con deliberazione della
Giunta Regionale n. 3730 del 2 Dicembre 2008 ai sensi della Legge
Regionale 12 Luglio 2007, n.15 (BUR n.63/2007) "Interventi per la
tutela, la promozione e lo sviluppo della zona costiera del Veneto e
per la creazione di zone di tutela biologica marina" che promuove:

- La protezione e il ripopolamento delle risorse ittiche
- L'istituzione di zone di tutela biologica
- La diversificazione, la valorizzazione e riconversione delle imprese
di pesca
- Lo sviluppo del turismo marittimo
In questo contesto normativo il Comune di Venezia, con il suo partner
operativo marittimo C.A.M. Idrografica di Venezia, ha proposto un
progetto di formazione/informazione riguardante le zone marine
prospicienti la costa della Regione del Veneto e in particolare il
tratto del Comune di Venezia.
L'area di specifico interesse si estende fino alle 12 miglia dalla
costa ed è compresa tra la diga
sud del Porto di Lido San Nicolò e la diga nord di Pellestrina-Ca'
Roman,
di fronte al territorio comunale di Venezia, municipalità di
Lido-Pellestrina.
Le attività comprendono:
- l’allestimento di punti di informazione, documentazione e formazione
- il censimento e la localizzazione delle tegnùe presenti nell’area di
interesse tramite ricerca bibliografica e campagna di studio sul campo
- la promozione di attività subacquee scientifiche-didattiche e
ricreative-turistiche
Generalità sui biotopi "Tegnùe"
Uno dei tratti caratteristici della morfologia del Golfo di
Venezia è la presenza di dune e substrati solidi che, variamente
distribuiti, interrompono l’andamento pressoché regolare dei fondali di
sabbie e fanghi a diverse granulometrie.
Scientificamente questi affioramenti vengono denominati "beach rocks"
se di origine clastica, o "formazioni organogene" se di origine
biologica. Per la loro connaturata resistenza alle attività di pesca a
strascico sono state definite dai pescatori locali "Tegnùe", o ostacoli
di fondo. Queste costituiscono delle vere e proprie oasi naturali di
ripopolamento ittico e infatti vi si insediano, in modo permanente o in
fase riproduttiva, le più diversificate forme di vita marina. Tra
queste anche specie di pregio commerciale come lo scorfano nero e rosso
(Scorpaena porcus e Scorpaena scrofa), la corvina (Johnius umbra),
l’astice (Homarus gammarus), il calamaro (Loligo vulgaris), il
moscardino (Ozaema moscata) il merluzzetto (Trisopterus minutus), il
grongo (Conger conger) e altri.
Questi luoghi attraggono inoltre anche componenti della comunità marina
pelagica e nectonica, da pesci e molluschi che non sono legati in modo
esclusivo all’affioramento, ma ci si avvicinano per riprodursi o
alimentarsi.
Il popolamento bentonico, che si estende dai minimi fondali fino alle
maggiori profondità, è costituito da organismi sessili (spugne),
sedentari (attinie), vagili (astici, grancevole) e natanti (scorfani).
Il plancton, che viene invece trasportato dalle correnti, può
concentrarvisi a causa delle variazioni nei flussi idrici indotte da
queste barriere sommerse rispetto ai fondali pianeggianti.


Questi affioramenti sono più specificamente designati col nome di
afferrature (dialettale "Tegnùe"), a causa della loro capacità di
trattenere le attrezzature da pesca o le ancore delle imbarcazioni che,
per malasorte o per errore, venivano trainate o affondate sulla loro
verticale. Nelle tegnùe si possono trovare, oltre a vecchie reti o
ancore, diverse attrezzature da pesca, immondizia, materiali di
discarica, ordigni esplosivi residuati bellici nonché reperti
archeologici. A seconda della loro ubicazione, nelle tegnùe vi sono
condizioni ambientali diverse che vengono regolate da fattori ecologici
dominanti, quali l'illuminazione, l'idrodinamismo, la qualità del corpo
idrico e del substrato. La diversa combinazione di questi elementi
porta ad una notevole varietà tipologica di crescita e di distribuzione
dei popolamenti. Un crescente interesse nei confronti delle tegnùe
viene anche dai subacquei sportivi italiani e stranieri, organizzati
dai tour operator e dai centri di immersione, organizzazioni sportive
popolari ed amatoriali. La loro presenza in zona e le loro attività
devono essere sostenute, ma anche disciplinate.
